Cò de fer in vernacoliere locale è la traduzione del francese “tete de fer”, termine che letteralmente sta per “testa di ferro” , ma che nell’accezione di questa lingua vorrebbe indicare una testa di ponte ferroviario, che invero si trova a pochi metri dal podere e assume il nome nel periodo della presenza napoleonica in questo territorio.
Così è stato svelato l’arcano del toponimo a Giambattista Scaramellini enologo, responsabile e fondatore di Cò de Fer.
Ma la passione e l’amore di Gianbattista per questo podere e per il vino che vi si produce si è spinto ben oltre la ricerca storica, il suo impegno

di enologo è stato tutto teso alla produzione di un Lugana secondo tradizione, che mantenesse integre le caratteristiche originale di questo vino, con i profumi delicati ma intensi un corpo vigoroso e molto persistente e la giusta e inconfondibile vena acidula che lo diversifica da molti altri vini morbidi.
In un fazzoletto di terra di 12 acri, dove le vigne sono a perdita d’occhio e trovano sapiente accu- dimento dalle mani esperte della famiglia Scaramellini nasce un vino coccolato dal vento, cresciuto dal sole, prodotto come natura comanda.


