Nel 1832 Vincenzo Florio, acquista un terreno, in un tratto di spiaggia situato fra i bagli di Ingham e di Woodhouse, e li costruisce le Cantine Florio che rispecchiando lo stile tipicamente anglosassone dell’epoca, con ampi archi a sesto acuto e pavimenti in “battuto” di polvere di tufo. Lo stabilimento suscita grande ammirazione ed accentua il carattere industriale della città di Marsala, che diventa uno dei centri più ricchi della Sicilia. Dopo 20 anni la Florio riesce ad affermarsi proponendo un marsala di qualità. La saturazione del mercato non aveva preoccupato Vincenzo Florio che negli anni compresi tra il 1840 il 1845 aveva allargato i suoi interessi ai trasporti marittimi, al tessile, alla siderurgia, alle tonnare, agli zolfi. Inoltre, poiché il lungo affinamento aiuta la qualità del vino l’attesa non aveva rappresentato un problema bensì un vantaggio. Nel 1861, l’affermazione del marsala è ormai completa. Lo stabilimento Florio impiega motori a vapore in grado di produrre annualmente cinquantamila botti di spirito e tremila botti di vino. Dopo la guerra le cantine, ormai di proprietà della Cinzano fin dai primi anni del 1900, vengono lentamente e faticosamente ricostruite. Negli anni ’80 nascono le nuove etichette : Baglio Florio, Terre Arse, Targa Riserva 1840, Morsi di Luce – il primo moscato liquoroso – ed iniziano i lavori di ristrutturazione che saranno ultimati nei primi anni ’90. Nel 1998 vengono acquisite 3 nuove tenute: Suor Marchesa, Vajasinali e Risignolo. Nel 2003, dalla fusione delle aziende Florio, nasce la Duca di Salaparuta Spa.

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