Agli inizi degli anni ‘2000, affascinati da quel meraviglioso lembo di terra ricco di storia, cultura e tradizioni che è la Maremma, Barone Pizzini acquista una piccola proprietà che volge lo sguardo al mare e le spalle al Monte Amiata. Da subito iniziano i lavori di riqualificazione dei vigneti e di conversione all’agricoltura biologica.
La tenuta si trova a Scansano, nel cuore della Maremma, vicino al sito etrusco di Ghiaccio Forte del IV sec. a.c. che le attribuisce il nome e dove la coltivazione della vite era una risorsa vitale. Comprende 35 ha di proprietà divisi in due vigne, oltre a pascolo e bosco a custodire la biodiversità locale.
Il vitigno principe è il Sangiovese, localmente chiamato Morellino, ma è presente anche il Carignano Nero, in quest’area dai tempi antichi, registrato nel catasto agrario del 1929 e oggi oggetto di studio per la sua valorizzazione da parte dell’Università di Pisa.
Fin da subito l’azienda ha deciso di sposare la coltivazione biologica: costa fatica e più ore di lavoro manuale ma il risultato sono uve belle e sane.
La “Viticoltura Biologica” implica che, per la difesa e il nutrimento delle piante, vengano utilizzate esclusivamente sostanze di origine naturale, o ottenibili mediante processi semplici. Le uve biologiche godono dunque di un ciclo vitale indipendente dall’utilizzo della chimica. I trattamenti contro i parassiti consistono solo di zolfo e rame nelle loro composizioni più semplici ed in quantità limitate e controllate. Contro insetti nocivi vengono utilizzati esclusivamente derivati naturali da piante o batteri. Tutto questo implica più impegno, sia intellettuale che operativo, e richiede di adattarsi ai ritmi della natura. L’agricoltura biologica tuttavia dà origine a uve di alta qualità, ricche di sapore e di carattere, che costituiscono la materia prima di cui è fatto un grande vino.
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