Quando fu acquistata nel 1987 dalla famiglia Zonin, gli ettari a vigna della tenuta erano solo 30. “Anno dopo anno è stata ampliata la superficie vitata. Piantare nuovi vigneti è un’esperienza stimolante, il risultato di profonde valutazioni del terreno e del sito, di studi per nuove selezioni clonali e di nuovi sistemi di allevamento. E’ anche l’inizio di un nuovo ciclo, perché significa pensare a quel vino, a quei profumi e a quegli aromi che dalle nuove viti avranno origine”, afferma il responsabile agronomico Roberto Lanciotti.
Oggi, dopo anni di investimenti effettuati dalla famiglia Zonin sul territorio, la tenuta comprende 152 ettari di vigneto di proprietà.
In questa fase di ampliamento, è stata privilegiata la grande ricchezza di varietà autoctone nobili come la sorprendente Bonarda e la Barbera, che raggiungono eccezionali standard qualitativi. Ma molte attenzioni sono state riservate al vitigno principe dell’Oltrepò -il Pinot Nero- che qui, da oltre due secoli, esprime tutta la sua classe e personalità.