Castellare di Castellina è nata dall’unione di quattro poderi (Castellare, Caselle, San Niccolò e Le Case) realizzata da Paolo Panerai con l’obiettivo di produrre vino della migliore qualità possibile. Erano gli anni 70 in cui era iniziato il cosiddetto Rinascimento del vino italiano. Un Rinascimento a cui Castellare ha avuto modo di dare il proprio contributo, tenendo insieme tradizione e innovazione. La tradizione nella cura delle vigne e dei terreni, distinti tra campi e sodi (laddove campi sono i terreni più facili da lavorare e sodi gli appezzamenti più duri ma migliori per la coltivazione della vite), nella scelta di produrre ancora un vino secondo il metodo del governo alla toscana, di rispettare il Chianti Classico usando solo vitigni autoctoni e di produrre un grande vino, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più grandi rossi al mondo, usando solo vitigni autoctoni toscani. L’innovazione è stata perseguita in primo luogo con la realizzazione del primo vigneto sperimentale del Chianti insieme all’Università di Milano, guidata dal Professor Attilio Scienza, e all’Università di Firenze per attuare la prima selezione scientifica dei cloni del Sangiovese (qui chiamato Sangioveto). E poi con l’introduzione dell’uso della barrique in seguito a studi attenti e ai consigli di Emile Peynaud, il più celebre enologo che si ricordi, oltre alla cura costante di ogni processo di cantina che continua ancora oggi in quel lavoro incessante e sempre nuovo che è il produrre vini di qualità. La cantina di Castellare è strutturalmente cresciuta nel tempo man mano che la produzione è aumentata. In passato era composta solo da vasche in cemento che avevano una capacità di produzione di circa 200 mila bottiglie all’anno; oggi arriva a produrre circa 400 mila bottiglie. Quando è iniziata l’epoca delle vasche in acciaio termo condizionate per vinificare, è stata costruita, senza alterare lo stile di edifici secolari, una nuova cantina. Ma grazie ai consigli del più grande enologo italiano, Giacomo Tachis, ci siamo guardati bene da eliminare le vasche di cemento. Sono state vetrificate e vengono usate, in base ai principi di Tachis, per far transitare lì i vini per alcuni mesi prima dell’imbottigliamento. Infatti, Tachis ha dimostrato che il cemento ha la capacità di rendere più coesi, più una cosa sola i vari componenti del vino. Nella cantina di Castellare sono arrivate, fra le prime in Italia, le piccole botti di rovere francese. Tutti le chiamano barrique; Luigi Veronelli, rivendicando il primato del proverbio italiano secondo cui “il vino migliore sta nelle botti piccole” le chiamava carati. A Castellare sono arrivate prima che altrove grazie alla società Compagnie vinicole conseille, fondata da Paolo Panerai con il Barone Edmond de Rothschild, maggior singolo azionista di Chateau Lafite per la diffusione della migliore tecnologia vinicola.

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  • Chianti Riserva – 2022 - Castellare di Castellina

    Chianti Riserva – 2022 – Castellare di Castellina

    Vista

    Colore rosso rubino

    Olfatto

    al naso esprime un intenso profumo di mammola e una finezza che aumenta sempre più con il passare del tempo

    Gusto

    Al palato si dimostra piuttosto asciutto e armonico, leggermente tannico, vellutato e di grande persistenza.

    26,40 Aggiungi al carrello
  • Chianti Classico 2023 Castellare di Castellina

    Chianti Classico 2023 Castellare di Castellina

    Vista

    Colore rosso rubino

    Olfatto

    Fresco e fragrante, piacevoli sentori di frutta rossa, liquirizia, ribes e un leggero tocco di vaniglia.

    Gusto

    Al palato esprime una piacevole dolcezza, è rotondo, morbido e sapido. Acidità e persistenza caratterizzano un retrogusto molto elegante.

    17,10 Aggiungi al carrello
  • Sodi di San Niccolò 2020 Castellare di Castellina
    3 Bicchieri
    4 Viti AIS
    5 Grappoli

    Sodi di San Niccolò 2020 Castellare di Castellina

    Vista

    Rosso Rubino intenso

    Olfatto

    Grande concentrazione olfattiva, note di frutti rossi maturi che riconducono alla confettura, ma anche a spezie, vaniglia, liquirizia.

    Gusto

    Trama fitta ed elegante, morbido e pieno con tannini importanti ma vellutati e finale fruttato di amarena e mirtillo.

    92,50 Aggiungi al carrello
  • Chianti Riserva Poggiale  2022Castellare di Castellina

    Chianti Riserva Poggiale 2022Castellare di Castellina

    Vista

    Colore rosso rubino intenso e luminoso il colore all’occhio

    Olfatto

    Il naso è aperto dai classici richiami floreali alla violetta mammola, poi seguiti dalle note fruttate di prugna, marasca e ciliegia, da ultimo completate da una piacevole sfumatura minerale.

    Gusto

    La bocca prosegue sulla strada tracciata dall’olfatto, rivelandosi tipica, puntuale e di ottima lunghezza.

    40,20 Aggiungi al carrello